Archivio Defarge - Febbraio 02


Archivio Defarge - Febbraio 02


Nel mese di febbraio ho scritto:

Ma tu dov'eri?
[Cose cosi', che mi sono venute in mente mentre montavo il pallottoliere dei morti della Nuova Intifada]

Tanti saluti dalla capolista
[Il dramma dei comaschi, sempre secondi... Poi due settimane dopo ci hanno raggiunto, ma cosa volete...]

Le vedove bianche
[Un sogno... Anzi: 400.000 sogni americani]

Lettera di Madame al Santo Padre
[Quando il Tribunale di Roma ha ribadito che il papa, con la sua Radio Vaticana, fa un po' quello che vuole]

Una modesta proposta
[I centri di permanenza temporanea della Turco-Napolitano]



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27.2
Una modesta proposta
o una nuova emergenza per il Modena Social Forum


Alle ventuno e cinquantasei di lunedi’ sera, dopo una giornata d’inferno, ho avuto un’intuizione geniale. Ecco come: Fabbrini scarta due uomini, mette la palla al centro dell’area piccola e Kamara la butta in rete: Modena uno, Pistoiese zero. Il Napoli a undici punti, il Como a quattro, la Reggina seconda e il Modena, solo in vetta alla classifica, con un piede in serie A. Lo stadio esplode, le casse del televisore grattano e nel bar tutti saltano e sbraitano, fischiano i nomi della vergine. Io, col bicchiere in mano e la birra in bocca, m'ingozzo, sbraccio, urlo terribilmente in ritardo, ci sono anch'io ragazzi, sono contento come voi.

E’ un ritardo fatale. Mentre cerco di deglutire e sollevo le braccia mi appare la soluzione al problema dei Centri di permanenza temporanea. A Modena ne devono costruire uno prima di giugno. Chi non lo vuole dice che assomiglia in modo fastidioso ad una prigione e che quindi sarebbe molto meglio se a decidere chi ci entra e chi esce fosse un magistrato. Dicono che sulla costituzione c'e' scritto proprio cosi': "magistrato". E non: "poliziotto". Il sindaco Barbolini e la maggioranza DS – che invece lo vogliono e pare lo avranno – parlano di un “albergo a quattro stelle”, con tanto di assistenza professionale, legale, ricreativa e cucina etnica. Ma un albergo a quattro stelle gestito dal Ministero degli Interni, con la polizia alle porte e la cucina etnica e’ francamente troppo grossa. Basterebbe una contraddizione del genere per decidere da che parte stare.

Ecco che mentre Kamara corre come un forsennato e De Biasi perde il controllo delle smorfie, mi appare la soluzione. Cosa fai se il Modena va in A? Fino a qualche settimana fa chiunque avesse fatto domande del genere rischiava il linciaggio, per scaramanzia. Oggi invece e’ sulla bocca di tutti, se il Modena va in A faccio questo e faccio quello e tu? Ah guarda, io ne do meta' in beneficenza... E in effetti, il Modena in A, mi cambierebbe un po’ la vita… La domenica la cambierebbe poi tutta, altro che un po'.

E si presentera' pertanto il problema dello stadio. Il “Braglia” - infatti - non puo' ospitare le partite di serie A. I tifosi del Milan o della Juve, tanto per capirci, in trasferta a Modena, si metterebbero a cercare le manopole e la fessura per le monete... E quindi lo stadio andra’ o ampliato (ma si rischia di puntellarlo nella vasca olimpionica della piscina comunale adiacente) o sostituito del tutto. Sempre che non obblighino i ragazzi a rallentare il passo e rinunciare alla promozione...

Ora, non ho idea di quanto possa venire a costare un Centro di permanenza temporanea, ma mentre Fabbrini crossava, Kamara segnava di testa e io non riuscivo ad esultare, mentre i gialli continuavano a correre e a giocare come nazionali, ho pensato che l’amministrazione avrebbe un ottimo motivo per inserire la retromarcia: tenere i soldi e costruire uno stadio nuovo, da serie A, finalmente. Vabbe’, il Centro lo costruiranno coi soldi di Scajola, ma chissa’ quanto ci rimettiamo, a costruire un “albergo a quattro stelle” dove potremmo costruire tante altre cose, proprio di fianco alle carceri...

Rimarrebbe da risolvere il problema degli immigrati, lo so, ma ho pensato anche a questo. Dunque: noi costruiamo lo stadio nuovo, giusto? Ma quanto volete che ci rimanga il Modena, in serie A? Due anni? Cinque? Io tocco vagoni e miniere di ferro, ma quanto potremo resistere? E uno stadio faraonico che ospita Modena-Albinoleffe non sarebbe di sicuro un bel vedere… Ecco, io propongo di investire quello che abbiamo nello stadio, per adibirlo poi a Centro di permanenza in un secondo momento, quando il Modena avra' concluso la sua strepitosa avventura calcistica! Ci pensate? Come al Victor Jara di Santiago, in Cile o come a Kabul e Kandahar! Uno stadio tutto per gli immigrati e i rompiballe: abbiamo raccolto 19.000 firme per i primi non riusciamo a raccoglierne altrettante per i secondi? Un bello stadio per negri, nogglobal, comunisti (i DS sarebbero felicissimi di sostenere anche questa campagna), ragazze madri, omosessuali, prostitute in tanga che non se ne puo’ piu’ di essere riconosciuti per la strada quando si portano i figli a scuola, ciao Sivio belo… “Uno stadio di serie A”, come potra’ ribadire Barbolini, il sindaco delle Coop.



22.2

Lettera di Madame al Santo Padre


Caro Papa,
le scrivo per, beh, non e' facile, ma mi sono deciso a scriverle per dirle, insomma, che... Che la sua radio disturba, ecco, si', disturba un po'. Che fatica... E dire che se fossi stato l'inquilino del piano di sotto avrei potuto bussarle sul pavimento... E invece purtoppo no, abito lontano, al nord, dove c'e' sempre la nebbia. A volte, verso le quattro di notte, la sento anch'io la sua radio, qui al nord. Sento le mamme che telefonano perche' la figlia ha l'esame o il marito beve. Chiamano e dedicano una preghiera, un mistero gaudioso, un rosario... Mi sono chiesto, allora, se tutte le loro dediche le registrano e le conservano, come facevamo noi con k-Rock. Perche' nel caso - Santo Padre - bisognerebbe avvisare la conduttrice e dirle che quando attacca il Pater non se la meni con le retrospettive e stia zitta, che copre l'invocazione.

La sua radio disturba, Sua Santita', ma so bene che lei ha degli obblighi spirituali. La devono sentire fino in Sud America, le madri del Sud America, per registrarla e alleviare le proprie sofferenze. Ma, vede, mi sono informato... Senza nulla voler togliere all'importanza del Suo Evangelo, pare che in Brasile, ad esempio, abbiano finalmente imparato a recitare il rosario senza bisogno del gobbo e che gli ascolti siano un po' in calo, di conseguenza.

A Cesano, invece, la sentono eccome. Nei citofoni, negli ascensori, nei televisori, negli amplificatori delle chitarre... E' tutto un gloria e un salve regina che sfrigolano da ogni parte. Cosi' qualcuno ha cominciato a dire che la sua radio disturba, che i bambini devono dormire e possibilmente svegliarsi, alla mattina, che la radio di qua e la radio di la'. Cosi' hanno chiamato l'ANPA, l'ENEA e il CNR che avrebbero verificato che in effetti si', la Sua radio e' un tantino alta e rompe i coglioni. Ma si tratta solo di scienziati, Padrissimo, che non conoscono l'Articolo 11 dei Patti Lateranensi. Lo sanno invece al Tribunale di Roma, che lei puo' fare quello che vuole. Tanto piu' che la commissione di periti nominata dal Ministro Veronesi ha concluso che non nuoce alla salute, la radio.

Ma sa, Santissimo, il problema e' che questi di Cesano si sono messi a fanfalucare che tutti quei morti di leucemia sono colpa Sua. Vogliono sempre dare la colpa a qualcuno, i famigliari di chi muore di leucemia, all'uranio impoverito o a Lei. Per fortuna c'e' Veronesi, che dice che non e' vero e che e' tutta colpa del fumo. Ma quei cittadini di Cesano rischiano di creare consenso e di danneggiare la sua immagine, Sacro.

Ecco perche' le scrivo, Padre Santo. Perche' io e lei lo sappiamo, perche' la radio disturba, NON E' VERO PADRE CHE LO SAPPIAMO PERCHE' DISTURBA? Guardi che con me lo puo' dire, ci mancherebbe, avercela la Sua salute, ALLA SUA ETA'. LA SUA SALUTE, NON E' VERO SANTITA'? MA VIA, COSA VUOLE CHE SIA, PERFEZIONE, SIAMO TUTTI UN PO' DURI D'ORECCHIE e lei micca ha l'infallibilita' audio, ha quella SPIRITUALE, NON E' VERO? E allora mi permetto di spedirle questo APPARECCHIO, NON E' VERO PADRE, che cosi' puo' sentirsi tutti i rosari che vuole senza rompere l'anima agli altri.

[Qui la lettera si interrompe. Fermandomi cinque minuti a leggere il giornale ho appreso che proprio qualche giorno fa Radio Vaticana avrebbe intervistato un tizio di nome Padre Giovanni Sepe che si ostina a difendere la chiesa dalle accuse di antisemitismo. Anche mentre le prove sono li' e ciascuno le puo' sfogliare, andandosi a leggere i numeri di Civilta' cattolica a partire da l 1934, in una qualsiasi biblioteca civica. Padre Giovanni lavora di distinguo e non dice nulla degli articoli piu' compromettenti. Trucca le carte, tanto per capirci. E le trucca nel 2002, dopo le scuse televisive di Giovanni Paolo II... e mentre la chiesa romana annuncia una nuova campagna russa, facendo inferocire la chiesa ortodossa. Ci penso, e trovo ingiusto far sentire queste vergogne a un vecchio di 82 anni. E decido di cambiare la mia lettera:]

CARO PADRE NOSTRO,
LE SCRIVO PER FARLE I MIEI DEVOTI COMPLIMENTI: LA SUA RADIO E' UNO SBALLO. MI SCRIVONO DAL BRASILE CHE DA QUANDO SONO COMINCIATE LE TRASMISSIONI RIESCONO FINALMENTE A RECITARE IL SANTISSIMO ROSARIO ANCHE LORO. IO MI SONO FATTO UNA CASSETTINA CON I PEZZI MIGLIORI E L'ASCOLTO IN AUTO. QUANTE MADRI LA DOVRANNO RINGRAZIARE PER IL SUO CONFORTO. I PIU' FORTUNATI SONO QUELLI DI CESANO, CHE LA SENTONO ANCHE QUANDO LA LAVATRICE VA IN CENTRIFUGA. LE CHIEDONO SOLO UMILMENTE DI ABBASSARE UN PO', CHE L'ANGELUS NON VADA IN DISTORSIONE.



19.2

Le vedove bianche
Un sogno americano


Pare che 400.000 donne siano state abbandonate dai mariti, nel corso dell'ondata migratoria che spinse molti italiani a cercare lavoro di la' dall'Atlantico, dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ora, 400.000 "vedove bianche" sono parecchie. Credo significhi che almeno 400.000 uomini abbiano preferito rompere con il paese, le mogli, le famiglie di provenienza e - spesso - i figli, per cercare amore e fortuna altrove, senza troppe spiegazioni. Cosa e' successo?

Qualcuno si e' innamorato di una ragazza pin-up, come suggerisce il filmato di Rai Tre dal quale apprendo la storia. Ma anche 400.000 ragazze pin-up sono parecchie. Un po' troppe, a dire il vero. Sicuramente piu' di quante non ce ne fossero negli Stati Uniti intorno al 1950. Che poi non si spiegherebbe perche' sciami e quadriglie di bionde collegiali avrebbero dovuto perdere la testa per 400.000 braccianti, per quanto latini. Certo, a giudicare dal filmato, che stacca dalla Quinta Strada per le miserie di un villaggio rurale, senza dissolvenze, ponendoci di fronte a un'alternativa del tipo: "Secondo voi questi nostri connazionali hanno fatto bene a lasciare - le vedete mentre zappano la terra - le signore baffute di Capa d'Amianto per correre dietro - eccole qua - alle minigonne delle diciottenni che passeggiano per New York?"... Insomma, a giudicare dal filmato il fenomeno si spiega alla svelta. Ma 400.000 ragazze pon pon rimangono francamente troppe.

Qualcuno potrebbe averne approfittato per rompere un matrimonio infelice. Va bene, si era sposato con Casimira a tredici anni, nel quarantuno... E nel quarantuno l'amava anche, ma poi, la guerra... Ma 400.000?

Altri ancora potrebbero aver scoperto che viversela da soli, l'America, con tutto lo stipendio per se', poteva essere piu' divertente. Macchine, amici, locali, musiche, soldi, femmine fatali: ma anche 400.000 filibustieri sfondano decisamente il muro delle proporzioni.

No, credo che il problema sia un altro. Con tutto il rispetto per le 400.000 vedove, con tutto che i 400.000 fuggitivi avranno dovuto fornire un paio di spiegazioni al tribunale celeste, con tutto che in mezzo a tante persone ci saranno stati sicuramente i matrimoni alla frutta, i figli di buona donna e i colpi di fulmine, l'unica spiegazione ragionevole che si puo' dare a un fenomeno cosi' diffuso (e' come se la popolazione adulta e maschile di Modena moltiplicata per 8 se la desse a gambe) e' la seguente: tutti noi sentiamo il fascino della pagina bianca, credo, di tutte le vite possibili che rimangono sul ciglio della nostra, punto e a capo. Loro hanno ceduto a quel richiamo, ecco tutto, che non e' poco ma nemmeno roba da patologia criminale o da "French Kiss".

400.000: sono parecchi per dare delle spiegazioni favolose. Sono abbastanza per pensare che abbiano ricominciato da capo, che si siano sposati una cameriera di Sbarro's Pizza, che lei sia ingrassata dopo il secondo parto, che abbiano avuto dei debiti, dei pranzi di Natale, dei ricoveri e dei colpi di fortuna. Il filmato diceva, a proposito dei bombardamenti del '44: "Quando la grande storia entra nelle case della gente comune non bussa: sfonda la porta". Ecco, i 400.000 sono persone normali alle quali hanno sfondato la porta: figuriamoci cosa ci si potra' mai trovare dietro!




18.2

Tanti saluti dalla capolista

Verso le quattro e un quarto di ieri pomeriggio il Modena e' tornato in testa alla classifica della serie B, con un gol di Cevoli. Che ha segnato di testa, come pochi minuti dopo ha fatto Nicola Legrottaglie - col Chievo a Roma. L'anno scorso Legrottaglie indossava la maglia di Cevoli...

Adesso bisogna aspettare il risultato di questa sera - tra l'Empoli e il Napoli - per sapere se il Modena sara' solo in testa alla classifica oppure no. Nel frattempo il Como ci insegue ad un punto e non se ne puo' piu'. Questi del Como stanno li' da un campionato e mezzo. Mi sa che per parecchio tempo si dovranno rassegnare a dialoghi del tipo:
- Che squadra tifi?
- Il Como
- Ah, secondi! E col Modena come va?

Tanto piu' che la televisione, quando comincia a farti entrare in testa qualcosa, gioca brutti scherzi... Quanto volete che ci impieghi a provocare discorsi come questo:
- Dove abiti?
- A Como
- Non ci sono mai stato... E' vicino a Modena, no?
Oppure:
- Baschieri, ti ho chiesto come cominciano i Promessi sposi!
- Si prof, quel ramo del lago di Como... O era Modena?"

Io contro i comaschi non ho niente. E poi hanno gia' quel che si meritano. Ricordano un po' quel tizio biondo che ballava di fianco a Max Pezzali, agli esordi degli 883. Che fine ha fatto? Forse e' ancora li', ad un punto di distanza, ma nessuno se ne accorge piu'. Ad ogni modo, compagni comaschi, tanti saluti dalla capolista.

PS. Il mister Gianni De Biasi sostiene la campagna per la Tobin Tax.




17.2

Ma tu dov'eri?

Lui NON poteva NON sapere. Sara' anche stato indaffarato, preso per il collo dagli impegni, strozzato dall'agenda e dai summit, tirato per le maniche, bloccato nei corridoi da collaboratori sudati e ansiosi. Ma com'e' possibile? Nell'ufficio di fianco succedeva la malora, passavano tutti, c'era un giro di accordi e di assegni che viaggiava sulla testa delle circolari ministeriali, nei registri del bilancio apparizioni e sparizioni... E lui niente. Alla macchina del caffe' si incontravano e parlottavano ceffi, portaborse, imprenditori, scafisti, massoni, intermediari, spie, finanzieri e galoppini, si passavano malloppi e refurtive, in un vortice di scambi, ricatti, favori, filibustieri, papponi, scagnozzi, sicari, contrabbandieri, segretari di partito, ministri, puttane, falsari, avvocati, ricettatori, ladri, banchieri, Previti... E lui come se niente fosse - magari suo fratello Paolo, ma lui no. Doveva lavorare, lui, con le figlie nel cuore, quindici linee telefoniche internazionali, l'elicottero sul tetto e la responsabilita' per tutti quei lavoratori e le loro famiglie sulle spalle. Si sciupava senza riserve nella preparazione di un'Italia migliore - che c'aveva in mente lui e forse anche noi - mentre i telefoni suonavano e l'esercito sovietico occupava Milanello.

Loro NON potevano NON sapere. Lo si dice dei tedeschi, dal 1945. Va' bene, supponiamo pure che non sapessero dei forni e dei gas: ma sei milioni di persone che scompaiono danno comunque nell'occhio. Con l'aria che tirava, poi.

E tu dov'eri? Chissa' quante volte questa domanda ha rovinato i pranzi della media borghesia tedesca o e' rimasta sulle labbra delle ragazzine di Arcore, che un giorno si' e l'altro si' finiscono negli spergiuri del padre e sperano che non dica bugie.

Ma tu dov'eri? Mentre monto i numeri della Palestina (qui a fianco) e mi impegno ad aggiornarli ogni settimana mi viene il timore che qualcuno lo chiedera' anche a noi, dove diavolo eravamo. Mentre la fame, la sete, le rappresaglie, il debito, le malattie (i farmaci che costano troppo o che non conviene produrre)... I numeri di queste cose non sono solo retorica o lo sono comunque meno del "buon padre di famiglia" e delle guerra dei buoni contro i cattivi. Dov'eravamo mentre questo e mentre quello? Magari al lavoro, in biblioteca, al cinema. Magari era San Valentino e ci eravamo svenati per comperare un bel diamante, cosa c’e’ di male? Un diamante e' per sempre, soprattutto per chi ci e' morto. O eravamo al bar o allo stadio o a Pisa... E intanto il pallottoliere dei morti girava che neanche la luce e il gas.
- Ma tu papa' dove cazzo eri?
- Non ne sapevo niente figlio mio. E poi ero tanto innamorato della mamma....